chiesa
evangelica peschiera
L'impero del bene
Il mio nome non vi dirà nulla
E la mia età ancora meno
Il paese da dove vengo
Si chiama il Midwest
E lì che sono stato allevato e mi hanno insegnato
A rispettare le leggi
E la terra dove abito
Ha Dio dalla sua parte
I libri di storia lo dicono
E lo dicono molto bene
La cavalleria ha dato la carica
Gli Indiani sono caduti
La cavalleria ha dato la carica
E gli indiani furono ammazzati
Certo il paese era giovane
Con Dio dalla sua parte
La guerra ispano-americana
Fu molto tempo fa
E la guerra di Secessione
Fu subito messa da parte
E i nomi degli eroi
Ho dovuto impararli a memoria
Con i fucili alla mano
E Dio dalla loro parte
La Prima Guerra Mondiale se n'è andata com'era
venuta
Le ragioni per battersi
Questo, non l'ho mai capito bene
Ma ho imparato ad accettarlo
Ad accettarlo con fierezza
Perché non si sta lì a contare i morti
Quando abbiamo Dio dalla propria parte
La Seconda guerra mondiale
Si è finalmente conclusa
I Tedeschi, perdonati
Sono diventati nostri amici
Malgrado sei milioni di morti
Bruciati nei forni
Adesso anche i Tedeschi
Hanno Dio dalla loro parte
Mi hanno insegnato ad odiare i Russi
Per tutta la mia vita
Se viene un'altra guerra
E' contro di loro che bisogna farla
Odiarli, temerli
Salvarsi, nascondersi
E accettare tutto con bravura
Con Dio dalla mia parte
Ma adesso noi disponiamo
Di grandi armi chimiche
Se bisogna veramente usarle
Allora non bisogna esitare
Si preme su un pulsante
E tutta la terra scoppierà
Non ci sono domande da porsi
Quando Dio è dalla nostra parte
Spesso, nelle ore buie
Ho riflettuto su questo
Il fatto è che Gesù
Fu tradito da un bacio
Non spetta a me pensare per voi
Sta a voi decidere
Se Giuda Iscariota
Aveva Dio dalla sua parte
E' tempo che me ne vada
Sono demoralizzato
E talmente sconvolto
Oltre ciò che se ne può dire
Ho la testa piena di parole
Che si spargono per terra
Se Dio è dalla nostra parte
Fermerà la prossima guerra
Bob Dylan, "With God On Our Side", 1964
Musicalmente parlando, non si tratta di un capolavoro.
Tratta da "The Times They Are A'Changing", LP inciso
nel 1964, questa canzone è declamata con una voce nasale, che
si trascina, accompagnata da una chitarra rachitica. E' un lamento
totalmente spoglio. All'epoca, Dylan ha appena 23 anni. Ha l'apparenza
di un ragazzino mingherlino ed è relativamente poco conosciuto
("Il mio nome non vi dirà nulla"). Comincia
a presentarsi come un buon piccolo Americano, ubbidiente alle leggi
di un paese al cui destino Dio presiede fin dalle origini.
Dio a tutte le salse
Sfila poi il catalogo delle azioni di un certo spessore
intraprese dal, e poi dai paesi che "hanno Dio dalla loro
parte". Il massacro degli Indiani: può al limite essere
stato stato un errore di gioventù. La guerra contro il Messico,
poi la guerra di Secessione (il solo conflitto in territorio USA prima
dell'11 Settembre viene chiamato lì, con ragione, la Civil
War) hanno lasciato traccia di diversi generali leggendari e di
un presidente assassinato per una giusta causa.
La Prima Guerra Mondiale ha questo in comune con la prospettiva di
un conflitto nucleare che non si contano i morti e che non ci sono
domande da porsi dal momento che si ha Dio dalla propria parte. Riguardo
a questi versi sulle super-bombe, dobbiamo anche precisare che alcuni
la sognano, quella deflagrazione totale, visto che essa prefigurerà
il ritorno di Gesù Cristo. Si tutto ciò non significa
avere Dio dalla propria parte!
La strofa sulla Germania merita che ci soffermiamo un po'. Vi si avverte
un'amarezza molto forte. Ci troviamo nel 1964, neanche venti anni
dalla fine dell'avventura nazista. Bob Dylan, alias Robert Zimmermann,
è ebreo; e la riconciliazione con i Tedeschi (particolarmente
straordinaria con i Francesi) sembra filtrare attraverso perdite e
profitti l'assassinio di sei milioni di Ebrei. Gott mit uns, proclamavano
gli sterminatori. Questo genere di slogan (che in tedesco basterebbe
a dare il titolo alla canzone) appare indigesto qui, e si avverte
bene la punta della diatriba del piccolo Zimmermann: i Tedeschi non
sono gli unici colpevoli di usurpare il nome di Dio per commettere
degli orrori; anche se hanno spinto l'impostura ai limiti estremi
Risposta?
Ci troviamo a due anni dalla crisi della Baia dei
Porci: nel 1962, i Russi avevano tentato di installare dei missili
nucleari sull'isola di Cuba, puntati sugli Stati Uniti. La catastrofe
atomica, questa volta, diventava una minaccia concreta e c'era allora
un'atmosfera da fine del mondo che oggi viene sottovalutata. "Sta
per arrivare un acquazzone", aveva cantato Dylan. Il nemico
erano loro, i Russi. Odiarli era dunque un sacro dovere. "Se
viene un'altra guerra/E' contro di loro che bisogna farla"
annuncia Dylan riprendendo sarcasticamente il discorso del suo tempo.
"Se Dio è dalla nostra parte/Fermerà la prossima
guerra", conclude. Quarant'anni più tardi, bisogna
constatare che è stato esaudito. Che Dio sia dalla parte degli
Stati Uniti non è certo un'opinione che difenderemo qui e,
tenuto conto delle parole di questa canzone, si capisce bene l'ironia
di questo "se". Comunque, è esatto dire che
quella guerra annunciata
non è avvenuta. Meno male! E
forse sarebbe l'occasione di dire grazie a quel Dio molto discreto
ma senza dubbio non così inattivo come lo pensiamo noi. Perché
se la guerra russo-americano fosse iniziata, è molto probabile
che non saremmo qui per parlarne.
Da che parte sta Dio?
Quindici anni prima della propria conversione, Bob
Dylan scrisse uno degli omaggi più forti a colui che fu tradito
da uno dei suoi amici più intimi, Questi ultimi anni, diverse
pubblicazioni hanno cercato di riabilitare Giuda, si sente nascere
una corrente di simpatia verso il traditore; questo dipende allo stesso
tempo dalla cultura dello scusare (si hanno sempre delle ragioni per
)
o dalla teoria del complotto (la Chiesa ci ha insegnato che, ma
).
Bob Dylan, lui, ci tiene a mantenere le idee chiare, a chiamare le
cose con il loro nome.
Affermare che si ha Dio dalla propria parte, o anche soltanto crederlo,
come fu forse il caso di Giuda, non risulta forse essere un accecamento?
Non è forse una prevaricazione? Bisogna ammettere che la Bibbia
non ci facilita il compito. Citiamo solo una delle centinaia di situazioni
nelle quali Dio annuncia al suo popolo o ad un individuo che sarà
con lui, quella nella quale Dio si rivolge a Giosué prima della
conquista della Terra promessa: "il Signore, il tuo Dio, sarà
con te dovunque tu andrai." Abbiamo scelto apposta una delle
circostanze meno "confortevoli" per noi; perché sappiamo
che Giosué non userà i guanti contro i Cananei. Se ci
atteniamo alla lettera delle Scritture, allora sarà sempre
possibile designare una incarnazione del male di fronte a sé
per affermare poi che si ha Dio dalla propria parte, che siamo è
il nuovo Giosué incaricato di andare a punire i sodomiti, i
saddamiti o gli invasori venuti da Gog. Come il mondo non manca di
popoli e di tiranni malsani, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.
Ma andiamo un po' oltre: se dobbiamo attenerci alla lettera delle
Scritture possiamo diventare in modo legittimo discepoli di Cristo?
Contrariamente a Giosué (omonimo di Cristo
), Gesù
non ha sempre Dio dalla sua parte: "Mio Dio, mio Dio, perché
mi hai abbandonato?", ecco ciò che grida Gesù
appeso ad una croce dalla quale alcuni lo esortano a scendere se realmente
Dio è dalla sua parte. Cristo non scenderà da quella
croce. Sopra di essa agonizzerà e morirà. Vi sarà
veramente abbandonato, come milioni di altre persone nei campi di
stermini e in altre tante situazioni di morte.
Eppure, in quello che noi chiamiamo il Nuovo Testamento, coloro che
hanno testimoniato dell'esistenza e dell'insegnamento di Gesù
hanno tutti affermato che non vi era lo spessore di una cartina per
sigarette fra Lui e il suo Padre del cielo! Com'è strano! Il
solo che poteva veramente dire "Dio dalla mia parte" è
stato abbandonato da quel Dio, su una croce
Certo, il Nuovo
Testamento proclama che Gesù è risorto, che quell'abbandono
no fu la fine, ma l'inizio di tutto. Rimane comunque il fatto che
la nostra teologia deve essere "convertita" e che,
dal momento che ci avventuriamo a dire che Dio è dalla nostra
parte, ciò significa la nostra rinuncia a cercare questo Dio:
l'abbiamo annesso, l'abbiamo ridotto alla dimensione miserabile dei
nostri miserabili progetti, anche se fossero giustificabili. Siamo
diventati infedeli.
Qualcuno scrisse: dire che un tale è l'impero
del Male, si può al limite concepire. Ma l'errore supremo,
è di prendere sé stessi per l'incarnazione del Bene.
Arrivato a questo stadio, siamo diventati idolatri di sé stessi,
o della propria nazione; si è vicinissimi al blasfemo.
E questo blasfemo ha sempre portato alle barbarie senza limiti.
(da "Certitudes", P. Malidor)
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