chiesa
evangelica peschiera
Capitalismo cattivo "raus!"
"La logica del profitto, se prevalente, incrementa
la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento
del pianeta". "In fondo si tratta della decisione tra egoismo
e amore, tra giustizia e disonestà, in definitiva tra Dio e
Satana. Il profitto è naturalmente legittimo e, nella giusta
misura, necessario allo sviluppo economico. Tuttavia il capitalismo
non va considerato come l'unico modello valido di organizzazione economica".
Papa dixit.
Qualcuno commenta, "Non ci bastava più avere un Papa
papa, che sarebbe la versione basic... dopo il Papa sociologo della
famiglia, il Papa scienziato che pontifica sugli obiettivi della ricerca
e recentemente il Papa commercialista che ci ricorda che le tasse
non sono mai cosa gradita già da secoli, ecco che arriva il
Papa operaio. Questa ultima versione, oltre a portare un cappello
smisuratamente grande per la sua testa, professa che il capitalismo
è il male e che la logica del profitto deve lasciare il posto
alla condivisione
" Al Papa operaio che "predica
bene ma razzola male" viene chiesto: "cosa vuoi iniziare
a condividere con i poveri del mondo oltre a questi preziosi consigli?".

Crisi e infromazione
Medici Senza Frontiere pubblica il rapporto annuale
sulle crisi dimenticate da quotidiani, periodici e telegiornali italiani.
Pandemie e crisi alimentari che ogni anno falciano milioni di vite
completamente ignorate da telegiornali, quotidiani e periodici. L'epopea
di milioni di persone in fuga da guerre, violenze e soprusi raccontate
con poche immagini o da un pugno di articoli. Questo lo sconcertante
quadro che emerge dal rapporto sulle crisi dimenticate di Medici Senza
Frontiere (MSF), che per il terzo anno consecutivo ha analizzato lo
spazio dedicato dai mezzi di comunicazione italiani alle crisi umanitarie
nel corso del 2006, prendendo in considerazione 22 quotidiani, 13
periodici e, con la collaborazione dell'Osservatorio di Pavia, i principali
telegiornali della televisione generalista. In occasione della presentazione
del rapporto, MSF ha inoltre lanciato la campagna di sensibilizzazione
"Dimmi Di Più" che punterà a coinvolgere
il grande pubblico nel chiedere un'informazione più attenta
alle crisi umanitarie.
A margine dei DICO
La discussione tra i sostenitori e gli avversari dei
DICO rischia di offuscare quella che dovrebbe essere una vera e continua
riflessione su ciò che è o dovrebbe essere, nel vissuto
di tutti i giorni della coppia, il matrimonio cosiddetto "tradizionale".
Colpisce la testimonianza al riguardo di un pastore evangelico:
"La coppia viene spesso idealizzata, fissata, all'immagine
della tradizionale foto di nozze che troneggia su qualche mobile del
salotto. Immagine di felicità
forse non tanto quella
che si vive ma quella di cui si sogna. Dopo tanti anni di matrimonio,
constato che vivo con un'altra donna di quella con la quale mi sono
sposato, e senza dubbio mia moglie vive con un altro uomo. Io sono
cambiato. Lei è cambiata. Il nostro matrimonio è cambiato.
Quale spazio si lascia, nella coppia di sposi, per lo sviluppo dell'altro?
Per la differenziazione dell'altro? Quale posto per l'accettazione
dei gusti, degli interessi, a volte dell'orientamento spirituale proprio
dell'altro? Il matrimonio, come qualsiasi altro ambito di vita, è
il luogo della morte e della risurrezione, della rinuncia e del rinnovamento.
Ciò che deve morire, è il fantasma della riuscita, del
modello da offrire allo sguardo degli altri. Ciò implica l'apprendimento
della frustrazione e del fatto che non posso afferrare pienamente
l'altro. A volte bisogna accettare la crisi, l'infrangersi del sogno,
il fallimento quando si presenta. Dall'altre parte, c'è la
speranza e la fiducia nell'altro, nella forza del legame, nella parola
scambiata, nella maturazione della relazione, nel mistero e nel miracolo
dell'incontro. C'è la speranza che il mistero della relazione
coniugale si realizza sempre, e ancora, e di nuovo. Il matrimonio
non è il luogo di una saturazione, ma di una vocazione, che
necessariamente fa l'esperienza di una mancanza. E la mancanza, è
la chiamata all'incontro. Bisogna continuamente inventare e creare
la vita che si addice al matrimonio. E' l'invito che potrebbe essere
rivolto a tutti coloro che ne tentano l'avventura".
Grillo l'Antipapa
Il Papa contro l'Anti-papa. Così il semiologo
Alessandro Amadori, intervistato da Affari, interpreta lo scontro
tra Benedetto XVI e Beppe Grillo, dopo che il comico genovese ha definto
dal palco di Jesolo il Pontefice "un amministratore delegato
tedesco che gestisce due milioni di lavoratori in nero".
Quello tra Benedetto XVI e Beppe Grillo - spiega Amadori - è
uno scontro tra due protagonisti della scena attuale, un po' il Papa
contro l'Anti-Papa. La loro collocazione immaginaria è questa:
il campione del laicisimo e il campione un po' ortodosso e professorale
della spiritualità. Essendo però un paese di millenaria
tradizione cattolica, la maggioranza dei cittadini sta certamente
con il Papa.... C'è comunque un'ondata di anti-politica e un
lieve ritorno al laicismo. L'Italia non è mai stata una nazione
veramente laica. Oltre al sentimento anti-politico, Beppe Grillo incarna
il desiderio di una società più aperta, più laica
e meno condizionata da tribalismi e da meccanismi di appartenenza,
anche religiosi".
Messa in latino
Molti invitano a "seguire una Messa in latino"
con la dichiarata certezza che "chi lo farà ne rimarrà
profondamente e positivamente colpito".
Innanzitutto è bene ricordare agli amanti dell'arcano, agli
affascinati dal mistero, a coloro che dichiarano di sentirsi "più
vicino a Dio" attraverso la Messa in latino che rischiano
di confondere il mistero di Dio col mistero dell'ignoto, e che questi
sono misteri molto diversi
Il latino non è una lingua
con proprietà particolari e non è più vicino
alla lingua originaria della fede cristiana di quanto non lo siano
l'italiano o qualunque altra lingua umana. Fare del latino la "lingua
centrale" per la vita cristiana, affidargli la corretta trasmissione
della fede ed attribuirgli un ruolo di tranquillizzante riferimento
universale mi sembra fuori luogo: chi assicura tutte queste cose può
essere solo la Scrittura, la Parola di Dio, tradotta nelle diverse
lingue parlate, con l'aiuto dello Spirito Santo che l'ha ispirata,
letta, capita e creduta da chiunque in ogni tempo ed in ogni luogo.
Un altro aspetto da sottolineare è il contesto nel quale viene
codificata la Messa in latino: nel 1570, cioè all'indomani
del Concilio di Trento. La Messa in latino è dunque un tipico
prodotto di quella Controriforma cattolica di cui ancora oggi il Cattolicesimo
romano è profondamente impregnato e che aveva fra i suoi più
importanti obbiettivi quello di contrastare in ogni modo la Riforma
protestante, quel movimento di cristiani che ha rimesso in causa l'istituzione
stessa della Chiesa cattolica romana, i tanti suoi dogmi contrari
alle Scritture e la sua pretesa di interporsi in modo assoluto fra
le persone e Dio per mediarne la relazione e la comunione. Un'ultima
cosa: gli "increduli" (tutti) non sono chiamati da
Dio ad abbracciare il Cattolicesimo ma a convertirsi a Gesù
Cristo e a credere nel Vangelo, la buona notizia della salvezza che
Egli ci ha annunciato e di cui la Bibbia continua a renderci testimonianza.
L' invito da rivolgere a tutti sarebbe piuttosto quello di leggere
la Parola di Dio nella propria lingua, quella Parola che, come essa
stessa afferma, "è vivente ed efficace, penetra a fondo,
fino al punto dove si incontrano l'anima e lo spirito, conosce e giudica
anche i sentimenti e i pensieri del cuore ed è utile per insegnare
la verità e per convincere
"
Palestine Peace non Apartheid
Nel suo ultimo libro "Palestine: Peace Not Apartheid"
("Palestina: Pace Non Apartheid") l' ex presidente
americano, Jimmy Carter, sostiene che la politica portata avanti da
Israele nei territori palestinesi sia quella dell'apartheid.
Nel suo nuovo lavoro, la cui uscita è prevista per il 14 novembre,
Carter insiste sulla responsabilità di Israele per il continuo
conflitto con i palestinesi. L' attuale politica di Israele nei territori
è "un sistema di apartheid, con due popoli che occupano
lo stesso paese ma che sono completamente separati l'uno dall'altro,
con gli israeliani che dominano, opprimono e privano i palestinesi
dei loro diritti umani basilari"
Carter punta anche
l'indice contro la lobby pro-Israele: "A causa di potenti
forze politiche, economiche e religiose negli Stati Uniti, le decisioni
del governo israeliano sono raramente denunciate o condannate",
scrive l'ex-presidente.
home