chiesa
evangelica peschiera
"Io dico che la sessualità
e la spiritualità possono coesistere"
(Madonna)
"Quando sono sessualmente ossessionato, sono veramente
ossessionato. Quando mi trovo nella spiritualità, ci sono veramente.
Sono molto schizofrenico."
(Marvin Gaye)
"Quando sono eccitato, mi sento più
vicino al Signore. Più vicino che mai."
(Prince)
Ai tempi delle prime registrazioni di rock'n'roll, la
dicotomia fra i piaceri della carne e i trasporti dello spirito era
al centro della cultura del Sud degli USA. Quasi tutti i pionieri
di questa musica erano persuasi che le canzoni che trattavano degli
amori e dei sentimenti umani non avevano nulla a che fare nella musica
spirituale, così come i canti di consacrazione religiosa non
avevano posto nella musica profana. Non si privavano del ricorso alle
tecniche di interpretazione e alle melodie del gospel nello show-business,
ma non potevano utilizzarne il contenuto spirituale. Il muro di separazione
fra sacro e profano era molto solido.
Gli gnostici del 1° secolo avevano insegnato che
il corpo, cattivo in se stesso, costituiva uno scoglio per l'anima.
La persona spiritualmente illuminata cercava di trascendere gli appetiti
fisici. Questa dottrina avrebbe contaminato il cristianesimo per molti
secoli, manifestandosi allo stesso tempo nelle "sante assemblee"
del protestantesimo e nell'accento messo dal cattolicesimo sulla verginità
e il celibato considerati come requisiti indispensabili alle alte
vocazioni spirituali.
Il rock'n'roll fu in parte una reazione a questo genere
di frattura. Nel Sud profondo, tradizionalmente cullato dalla Bibbia,
il rock si sviluppò attraverso giovani ragazzi educati nella
più pura tradizione fondamentalista. Il gospel era una musica
molto fisica, ma le urla, la danza, la sovraeccitazione era supposti
essere l'indice di una passione profonda per il divino. Non è
impossibile che questi atteggiamenti siano stati l'espressione di
una sessualità sublimata anche se c'era bisogno che ciò
avesse l'apparenza di un pio abbandono.
Con il rock'roll, non c'era più bisogno di fare finta. Era
una musica per il corpo, ciò che le parole riflettevano bene:
correre, ballare, guidare, andare veloci, abbracciare, stringere,
amare: tanti termini che la musica gospel ignorava, completamente
orientata com'era
nella ricerca dell'altro mondo.
Molti musicisti educati negli ambienti di chiesa non
riuscivano a situarsi sul piano sessuale: tenuto conto della moltitudine
di manifestazioni fisiche che erano tabù, ci si poteva domandare
se Dio non avesse commesso un errore alloggiando la loro anima in
un corpo di carne. Ci si trovava di fronte a due alternative: il rifiuto
del corpo e la salvezza, oppure la soddisfazione del corpo e la dannazione.
L'autore nero americano Eldridge Cleaver vedeva nel rock'n'roll il
mezzo per l'uomo bianco di realizzare l'unità fra il suo corpo
e il suo psichismo. Avendo osservato negli anni 60 dei bianchi che
stavano imparando il twist, notò questo: "Provenienti
da tutti gli strati della società, dall'alto in basso della
scala, si contorcono sulla pista, con un aspetto allo stesso tempo
lamentevole e valoroso, provando delle sensazioni nuove tanto esaltanti
quanto rilassanti: la liberazione da una misteriosa prigione nella
quale il loro corpo sarebbe stato tenuto carcerato, un sentimento
di libertà che non avevano ancora mai conosciuto, il senso
di una comunione con qualche entità mistica, sorgente e radice
di vita e di vigore, da dove spruzzava una coscienza inedita e un'allegrezza
della carne, un apprezzamento nuovo delle possibilità del loro
corpo."
Se possiamo ammettere che il rock primitivo ha unito
il corporeo e il mentale, esso non si è molto preoccupato dello
spirito. Gli appetiti fisici che celebrava in modo così naturale
non integravano la benché minima dimensione spirituale e il
risultato fu, fra altre cose, che il rock divenne sinonimo dei peggiori
eccessi. "Vivere rock" significava spingere le cose
ai limiti estremi: "vivere freneticamente, morire giovani
e lasciare un cadavere presentabile", come recitava un'espressione
popolare.
La questione del sesso e della religione è cresciuta nella
sua confusione negli anni 80 e 90, alcuni interpreti sforzandosi di
conciliare non solo profano e sacro, ma anche trasgressione e sacro.
Cercare di discernere la benedizione divina sulla pratica legittima
della sessualità è una cosa; volere mischiare immoralità
e spiritualità, insinuare che il peccato possa portare alla
salvezza è tutt'altra cosa.
Cosa ha suscitato questa moda nella quale i gadgets
erotici affiancano le icone religiose, e nella quale gli artisti combinano
oscenità e devozione?
Con l'avvento della liberazione della morale, le persone
sono state sempre meno portate a dividere in compartimenti distinti
i loro bisogni. Le aspirazioni religiose e le necessità sessuali
sembrano essere messe da molti su un piano di uguaglianza, e questi
ultimi non vedono perché la spiritualità non potrebbe
essere sessualizzata, o perché la sessualità non dovrebbe
essere spiritualizzata.
E' significativo il fatto che i promotori della nuova sessualità
spirituale nell'ambito rock siano stati educati in famiglie cristiane
praticanti e rigide, e che abbiano sostenuto di non avere ricevuto
un modello adatto a conciliare sesso e religione. Tori Amos, figlia
di un pastore metodista, diceva di avere scelto la musica perché
veniva continuamente colpevolizzata sugli aspetti passionali dell'esistenza.
"Sono stata educata, diceva, con la Vergine Maria come prototipo
della donna, vale a dire un essere asessuato." Le sue canzoni
divennero per lei un terreno di libera espressione e, come bisognava
aspettarselo, le questioni riguardanti la religione, il sesso e la
colpevolezza traspaiono nei suoi testi.
Nata Madonna Ciccone, educata da genitori cattolici ferventi a Bay
City (Michigan), dove fu in seguito educata dalle suore, Madonna trasformò
i suoi conflitti interiori dove si opponevano sessualità e
religione per farne "la materia prima" delle sue
produzioni. Inscenando il proibito nel contesto del sacro, credeva
purgare se stessa del suo complesso di colpevolezza. In Madonna, la
redenzione (il fatto di essere tirata fuori dalle sue trivialità)
si confonde con il tentativo di riabilitare il peccato stesso.
"Io penso che cerco di sbarazzarmi di quei sentimenti di vergogna
e di peccato attraverso ciò che faccio, riconobbe un giorno.
Man mano che faccio io stessa delle scoperte, ne faccio parte a tutti.
Il mio problema con la chiesa cattolica è che essa ha sempre
separato il sessuale dallo spirituale. Questi due aspetti non hanno
il diritto di coesistere. Io penso che tutti e due fanno parte dell'umanità,
che sono una parte della natura umana. Una persona può avere
una spiritualità, una pratica religiosa, della sensualità
e vivere la sessualità. Penso che tutte queste cose costituiscono
un essere umano, ma nella religione istituita si cerca di separare
tutto. Ti mettono a disagio se hai dei desideri sessuali, ma questo
fa parte della vita. Io credo che fare l'amore con qualcuno possa
essere un'esperienza spirituale, un'esperienza religiosa."
E' già da molto tempo che Madonna ha smesso di
praticare la fede nella quale è stata educata benché
continui a credere nell'esistenza di Dio e nella pratica della preghiera.
Prima di ogni concerto, con i suoi musicisti formano una catena tenendosi
per mano mentre lei stessa presenta il loro bisogni "al Signore".
Madonna dichiara di continuare a credere nell'aldilà: "Io
credo in tutto, confidò a Rolling Stone nel 1991. Questo è
ciò che si impara nel cattolicesimo." Comunque, Madonna
è in "ribellione contro la Chiesa e contro le leggi
decretate da suo padre, leggi dettate tramite la Chiesa."
Il suo modo di esprimere questa ribellione è consistito nel
giustapporre il sesso e la religione, mostrandosi mezza nuda con un
crocifisso intorno al collo, oppure a cavallo su un altare e facendo
gesti molto espliciti con un incensiere, durante il suo tour del 1990.
A questo riguardo, la sua produzione più controversa fu "Like
a Prayer" ("Come una Preghiera"), nella quale l'estasi
sessuale viene presentata in termini religiosi: la voce di un amante
che pronuncia il suo nome vi è assimilata all'espressione di
una preghiera o al sospiro di un angelo: l'unione sessuale si identifica
con un' estasi spirituale che la trasporta nel regno del mistero.
Il parallelo viene rinforzato dai cori presi in prestito dal cantante
gospel Andrae Crouch e destinati a creare un'atmosfera di chiesa nel
momento in cui la coppia della canzone giunge al godimento.
Tutto ciò sarebbe potuto passare senza tanti commenti se Madonna
si fosse astenuta dal produrre un video promozionale nel quale, in
una chiesa, la si vede accoppiarsi con la statua di un santo animata
e circondata da croci in fiamme. Ce n'era abbastanza per suscitare
una reazione del Vaticano, e quando il suo tour "Blonde Ambition"
arrivò in Italia, fu obbligata di annullare due concerti in
seguito alle pressioni della chiesa cattolica.
"Se siete sicuri che io sia una peccatrice, che colui che
è senza peccato mi butti la prima pietra, annunciò fin
dal suo arrivo a Roma. Ve lo chiedo, uomini e donne della chiesa cattolica,
voi che siete onesti, venite a vedere il mio spettacolo e giudicatene
da voi stessi. Il mio spettacolo non è un concerto rock ordinario,
ma una rappresentazione della mia musica e, come il teatro, esso suscita
la riflessione e vi porta a viaggiare nelle emozioni."
Nel privato Madonna si rallegrava di questo genere di reazione: era
la prova che picchiava dove faceva male. Persuasa che la colpevolezza
sentita riguardo alla sessualità disordinata era da attribuire
alla chiesa cattolica, Madonna teneva in mano la sua rivincita. Nel
caso in cui questa rivincita si fosse rivelata efficace, la credeva
in grado, almeno in parte, di spingere il Vaticano a riconsiderare
la sua dottrina della sessualità: ma l'effetto più immediato
della sua impresa sarebbe stato il soffocamento della voce della sua
coscienza. Più ci mettiamo à oltraggiare alcune regole,
meno ci sentiamo colpevoli di infrangerle.
In seguito Madonna spiegò al Sunday Times che quella video
era una metafora destinata a mostrare che sessualità e spiritualità
dovevano essere messe in rapporto l'una con l'altra. "Facendo
l'amore con un santo, possiamo conoscere la passione, trovare l'amore,
credere in Dio essendo allo stesso tempo un essere molto sessuale,
diceva. Le croci in fiamme simbolizzano così tante cose, dal
razzismo del Ku Klux Klan alla rabbia che io ho contro la religione,
il cattolicesimo e le connotazioni negativa che io ritengo che esso
abbia
"
L'artista per eccellenza del sesso e della religione
fu Marvin Gaye. Figlio di un predicatore pentecostale, gli era stato
insegnato che la sessualità era riservata alla procreazione,
ed egli aveva sentito i suoi genitori qualificare la relazione sessuale
di "sozzura". Il sentimento di proibizione che lo
accompagnò da allora fece di lui in un primo tempo un adolescente
timido e a disagio, e poi un cantante che cercava in modo costante
di trovare un senso alle due passioni che marcarono la sua vita: Gesù
Cristo e la sessualità.
Per raggiungere questo obbiettivo, Marvin Gaye intraprese di rivestire
i suoi appetiti sessuali con una vernice religiosa per conferire loro
una certa dignità. Il suo album del 1973 "Let's Get
It On" ("Mettiamolo In Moto") fu un tentativo audace
per giustificare una relazione extraconiugale. "Non vedo niente
di male nella sessualità fra adulti consenzienti, scriveva
nelle note della copertina interna, penso che si ha torto di farne
una montagna." Nella canzone che dava il titolo all'album,
che firmò insieme a Ed Townsend, egli chiedeva a colei che
amava di andare oltre le sue reticenza, profumando le sue sollecitazioni
di vocabolario gospel: "Non preoccuparti di sapere se è
male, cantava. Se lo spirito ti stimola, lasciami sedurti/Che il tuo
amore si dia/Lo facciamo? Sai parlo seriamente/Sono stato santificato."
La sua condizione ideale era quando la sua concupiscenza più
sfrenata riusciva a coesistere con una convinzione religiosa profonda;
nella sua vita privata Gaye passava allegramente dalle pagine di riviste
pornografiche alle pagine della sua Bibbia, o ancora dalla compagnia
di prostitute a quella di predicatori. Ma ciò che lo tormentava
era di trovarsi nell'incapacità di raggiungere la pace interiore
in questo modo. Dietro delle affermazioni del tipo: "Io non
credo in quelle filosofie arcimoralizzatrici", era chiaro
che egli non perveniva neanche a convincersi personalmente di ciò
che diceva. L'ultimo anno della sua vita, incise la canzone "Sanctified
Lady" nella quale è alla ricerca di una donna "che
ama Gesù", in modo che possa "fare l'amore
per tutta la notte". Ecco il commento del biografo di Marvin
Gaye, David Ritz: "Qui si vede come Marvin cerchi di mischiare
il profano e il profondo, di assimilare le sue due fonti di entusiasmo
più intensi sul piano emozionale: Dio e il sesso. Per lui,
rappresentava il solo modo di raggiungere la felicità."
Gaye giunse al punto di pensare di essere schizofrenico; pensava che
ci fosse un buon Marvin, desideroso di servire Dio e un Marvin cattivo
che pensava soltanto di procurarsi del piacere. Gaye continuava a
trattare le sue canzoni pop di canzoni "sporche"
e trovava avvilente che il suo talento potesse servire a nutrire delle
passioni triviali. Allo stesso tempo non aveva nessuna certezza della
sua salvezza.
A Gavin Martin, del New Musical Express, che gli chiedeva se fosse
cristiano, Gaye rispose: "La definizione di un cristiano,
è qualcuno che crede in Gesù Gristo. Una definizione
più esatta di un cristiano, è una persona che è
discepolo di Gesù e questo presuppone che egli agisca come
ha agito il Cristo. Bisognerebbe dunque che io mi chieda se agisco
come Cristo ha agito, e penso che realizzerei un risultato abbastanza
onorevole. Avrei un voto abbastanza buono, ma non molto alto. Mi considero
ancora cristiano perché credo in Gesù Cristo e lo amo.
Non sono un cristiano molto evoluto da questo punto di vista, ma ci
lavoro."
Il suo ultimo 45 giri di successo fu "Sexual Healing"
("Guarigione Sessuale"): vi riconosceva essere squartato
fra le proibizioni della sua infanzia, il suo senso della vocazione
divina, e i fantasmi della cultura Playboy. Un anno più tardi,
in seguito ad un litigio familiare molto violento, Gaye fu purtroppo
abbattuto da suo padre a Los Angeles. "Sono spezzato da un
sacco di passioni, di desideri e di amori, confessò un giorno.
Ciò mi rattrista perché so dove si trova il fondo, so
ciò che succederà a questo mondo."
L'altra ragione di una tale evoluzione è rappresentata
dal modo in cui la sessualità è diventata la religione
dell'era secolare.
Le immagini di sesso dominano il cinema, il romanzo,
la pubblicità e la canzone di questo inizio di XXI° secolo
con la stessa ampiezza con la quale le immagini religiose avevano
invaso l'arte del Medioevo. La realizzazione sessuale ha preso altrettanta
importanza della pace eterna dell'anima nei secoli passati.
La sessualità non viene più concepita soltanto come
l'espressione dell'amore, ma come un modo di andare alla scoperta
di sé stessi. Come se, attraverso molteplici partner, avessimo
la possibilità di scoprire il nostro vero "io".
In un tempo avido di esperienze spirituali autentiche, la dissoluzione
dell'ego vissuta nel corso della relazione sessuale costituisce per
molte persone il modo migliore per avvicinarsi al sentimento di trascendenza.
Come lo ha notato Malcom Muggeridge: "La sessualità,
è il solo misticismo proposto dal materialismo."
E' proprio dall'angolazione dell'esperienza mistica che Prince vede
la sessualità. Nato a Minneapolis, educato in una chiesa avventista,
egli è alla ricerca di una esperienza sessuale che sia non
soltanto giudicata conveniente nei confronti di Dio, ma che gli renda
Dio effettivamente più vicino. Prince considera l'orgasmo come
una esplosione che farebbe saltare per un momento le porte del paradiso.
"Io mi sento in una tale prossimità di Dio quando mi
sento stimolato a quel punto, dichiarò un giorno. Più
vicino che mai. La passione sessuale e il Buon Dio sono come la cima
di ciò che ti è possibile raggiungere."
Prince ha disorientato i suoi uditori con la sua combinazione di sessualità
esplicita (vedi le sue canzoni sulla fornicazione, il voyeurismo e
l'incesto) e di fervore religioso. Egli è capace di essere
altrettanto lascivo di un pornografo e altrettanto evangelico di un
predicatore, e tutto questo nello spazio di uno spettacolo. Durante
una tournée, chiese al pubblico di riprendere in coro "Dio
è amore" e nella sua canzone "The Cross"
("La Croce"), egli esorta i suoi ascoltatori a non "morire
senza la croce".
Le convinzioni cristiane espresse da Prince nei suoi dischi (il cielo,
l'inferno, il diavolo, l'importanza della crocifissione, la realtà
del ritorno di Cristo) appaiono di una ortodossia sorprendente. Ciò
che nessuno riesce a determinare, principalmente perché Prince
rifiuta di sottomettersi alle investigazioni dei media, è il
grado di sincerità che lo anima in queste questioni. "Prince
adora due déi, affermò un giorno la sua ex guardia del
corpo Chick Huntsbury. Egli adora la religione e il sesso. E' soltanto
un po' confuso nelle sue idee e non riesce a sapere quale dei due
ama di più". Uno dei suoi coristi lo ha descritto
come qualcuno che "ama parlare lungamente di Dio, ma che evidentemente
non conduce una vita molto cristiana."
E' con l'album "Love Sexy" del 1988 che Prince stabilisce
la fusione fra due elementi fino allora tenuti separati nella sua
opera. "Love Sexy", come egli stesso cercava di convincerne
il suo auditorio, era una forma superiore di sessualità. Era
"il sentimento che si prova quando ci innamoriamo, non di
una ragazza o di un ragazzo, ma dei luoghi celesti". Nella
canzone "Glam Slam", diceva di essere in possesso
di qualcosa che sembrava "trascendere il fisico".
Ciò che il critico musicale Nelson George ha chiamato in Prince
la "salvezza attraverso il sesso" viene formulato
molto chiaramente nella canzone "Anna Stesia", canzone
d'amore tipica di Prince ("Rapiscimi/libera il mio spirito")
che bruscamente diventa un verso di penitenza ("Salvami Gesù,
ho fatto il pazzo") e finisce con una esortazione ad amare
Dio rivolta a tutti ("Ragazzi e ragazze amate il Dio dei cieli").
Grazie al rapimento procurato da Anna Stesia, Prince dice di essere
stato trasportato "Più vicino al mio io supremo/più
vicino al cielo/Più vicino a Dio".
I paralleli fra la relazione sessuale ed una realizzazione spirituale
sono evidenti. Nei due ambiti. Ritroviamo l'amore, il fervore, la
fiducia, la rivelazione di sé stessi e l'abbandono che unisce
e fonde. Tutte l religioni hanno fatto uso della metafora dell'innamorato
e dell'amata per illustrare l'unione dell'uomo con il divino.
Depeche Mode ha cercato di approfondire questa analogia nel suo album
del 1993 "Songs of Faith and Devotion" ("Canti di
Fede e Devozione"). Le parole sono scritte in uno stile gospel
contemporaneo, con dei riferimenti al cielo, agli angeli, alla misericordia,
alla fede, alla benedizione, alla preghiera e al peccato, ma l'argomento
girava intorno ad una relazione sessuale che portava il narratore
"alla casa/al trono della gloria/nell'aldilà"
("I Feel You"/"Ti Provo"). In "One
Caress" ("Una Sola carezza"), si implora: "Solo
una carezza da te/e mi sento benedetto"; e in "Higher
Love" ("Amore Superiore"): "Mi arrendo
completamente/Al desiderio che mi consuma tutto intero/E mi conduce
per mano fino all'infinito/Che dimora nell'attesa nel cuore del mio
essere". Sopra la copertina dell'album, i quattro membri
del gruppo adottano uno sguardo scuro che si stacca da uno sfondo
nero. Su due foto della copertina interna, si vedono in piedi all'esterno
di un club di strip-tease con degli affreschi volgari di donne praticamente
nude.
I poeti metafisici, in particolare John Donne,hanno sviluppato la
questione delle connotazioni sensuali che gravitano attorno alla relazione
con il divino, a volte in uno stile rude e vigoroso. Conviene però
fare una chiara distinzione fra la parabola e la realtà, fra
le tesi suggerite dalle analogie fra la relazione sessuale e l'abbandono
spirituale, e le tesi che pretendono che l'atto sessuale diverrebbe
di fatto una forma di abbandono spirituale.
Questa forma di dottrina aveva corso nella Babilonia antica, dove
i discepoli maschi della dea Ishtar venivano invitati a frequentare
le prostitute sacre che, secondo Reay Tannahill nello studio che scrisse
su "La sessualità nella Storia" (1981), "agivano
come delle intermediarie molto conviviali fra l'adoratore e la divinità".
Delle forme tantriche di induismo e buddismo insegnavano allo stesso
modo che la sessualità rituale, preferibilmente con uno sconosciuto,
era suscettibile di procurare felicità e liberazione visto
che l'eccitazione sessuale dimostrava la presenza dell'energia divina.
"Essa offriva un assaggio dell'unità che poteva essere
realizzata tra l'anima individuale e l'Anima del Mondo",
scrive ancora la Tanahill.
Vi è anche una grande differenza tra il fatto
di volere riabilitare la sessualità come elemento della nostra
natura umana e dono di Dio, e il fatto di sostenere che ogni pulsione
sessuale e per forza di cose buona e di conseguenza degna del nostro
consenso.
Madonna dichiarò molto francamente che la sua opera era consacrata
allo sradicamento della vergogna: vuole fra altro parlare della vergogna
proveniente dal confronto della sua vita con la dottrina cattolica
in materia di etica sessuale: "La repressione sessuale è
responsabile di parecchi cattivi comportamenti, disse. Io vi dico:
non abbiate paura. E' normale avere quel pensiero e quella impressione".
Eppure, l'antidoto alla repressione sessuale non risiede nella distruzione
della vergogna. Contenimento, pudore e autocontrollo sono essenziali
a delle relazioni sessuali civilizzate. La soluzione? Si trova principalmente
nel modo in cui ci affranchiamo della vergogna vera, giustificata,
e, in secondo luogo, nel nostro modo di affrontare la falsa colpevolezza.
Senza un Dio che allo stesso tempo giudica e perdona, risulta impossibile
venire a capo della colpevolezza reale. Senza leggi divine riconosciute
da tutti, risulta impossibile essere alleggeriti dalla falsa colpevolezza.



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