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Bono al National Prayer Breakfast

Il National Prayer Breakfast viene celebrato ogni anno a Washington alla presenza del Presidente degli Stati Uniti d'America ed è un tempo per riaffermare delle verità spirituali e testimoniare della potenza della fede nella vita individuale delle persone. Bono ne ha fatto (come qualcun altro prima di lui) un momento di proclamazione profetica di questioni sociali controverse. Bono ha parlato come un profeta dei tempi moderni, sollevando problematiche come estrema povertà e salute globali, e chiamando il governo Americano, presenti Bush e leaders del Congresso, a fare molto di più. E' stata particolare la sua insistenza sui requisiti biblici riguardanti la giustizia, e non soltanto la beneficenza…

Se vi state chiedendo cosa faccio qui, ad una colazione di preghiera, ebbene me lo chiedo anche io. Sicuramente non mi trovo qui come uno che indossa la tonaca, a meno che questa non sia di pelle. Non è neanche perché sono una rock star. Rimane una sola spiegazione: sono qui perché soffro di un complesso messianico.

Sì, è vero. E per chiunque mi conosca, non è una novità.

Certo, sono il primo ad ammettere che c'è qualcosa di innaturale… qualcosa di strano… riguardo a queste rock star che salgono sul pulpito per fare la predica ai presidenti, per poi sparire nelle loro ville nel sud della Francia. E' come parlare di un pesce fuor d'acqua. Fu strano abbastanza quando Jesse Helms si fece vedere ad un concerto degli U2… ma questo è veramente strano, no?

Sapete, una delle cose che mi piacciono in questo paese è la sua separazione fra la chiesa e lo stato. Anche se devo dire: invitandomi qui, sia la chiesa che lo stato sono stati completamente separati da qualcos'altro: la loro mente.

Signor Presidente, ne è convinto?

E' veramente umiliante e cercherò di essere breve nella mia omelia. Ma attenzione - sono Irlandese.

Vorrei parlare delle leggi degli uomini, qui in questa città dove le leggi vengono scritte. E vorrei parlare di leggi più alte. Sarebbe grande potere assumere che le une servono alle altre; che le leggi degli uomini servono quelle leggi più alte… ma ovviamente, questo non accade sempre. E immagino che, in un certo senso, questo e ciò per cui siete qui.

Immagino che la ragione per questo incontro è che tutti noi presenti qui - Mussulmani, Ebrei, Cristiani - stiamo esaminando i nostri cuori per capire come meglio servire la nostra famiglia, la nostra comunità, la nostra nazione, il nostro Dio.

Io so che io lo sto facendo. Intendo, mi sto esaminando. E questo, penso, è anche ciò che mi ha portato qui.

Sì, è strano avere qui una rock star - ma forse è più strano per me che per voi. Vedete, io ho evitato la gente religiosa per gran parte della mia vita. Forse questo era dovuto al fatto di avere un padre che era Protestante e una madre che era Cattolica in un paese nel quale la linea di demarcazione fra queste due realtà era, letteralmente, una trincea di guerra. Un paese nel quale la linea di separazione fra la chiesa e lo stato era…. diciamo, un po' sfocata, e difficile da vedere.

Ricordo di come mia madre ci portava in chiesa alla domenica… e mio padre usava aspettarci fuori. Una delle cose che mi rimasero dall'esperienza di mio padre e mia madre era la sensazione che la religione spesso ostruisce la strada di Dio.

Per me, almeno, la ostruì. Vedere ciò che gente religiosa, nel nome di Dio, ha fatto al mio paese… e in questa nazione, vedere i venditori di Dio, simili a venditori di macchine usate, offrire indulgenze dietro pagamento… di fatto, in tutto il mondo, vedere l'autogiustificazione scorrere come un fiume in piena da alcuni centri dell'establishment religioso…

Devo confessarlo, ho cambiato canale. Volevo la mia MTV.

Anche se ero un credente.

Forse proprio perché ero un credente-

Ero cinico… non riguardo a Dio, ma riguardo alla politica di Dio.

Poi, nel 1997, una coppia settantenne di eccentrici Cristiani venne e ruppe il mio manganello - i miei rimproveri. Lo fecero descrivendo, l'anno 2000, come un anno di Giubileo, come una opportunità di cancellare il debito cronico dei popoli più poveri della terra. Ebbero l'audacia di rinnovare la chiamata di Dio - e furono raggiunti da Papa Giovanni Paolo II, il quale, da un punto di vista Irlandese e mezzo Cattolico, poteva avere una filo più diretto con l'Onnipotente.
"Giubileo" - perché "il Giubileo"?

Cos'era quest'anno di Giubileo, quest'anno di favore del Signore?

Avevo sempre letto le Scritture, anche la roba più oscura. Ecco dove si trovava, nel libro del Levitino (cap. 25)…

"Se il tuo fratello diventa povero," dice la Scrittura, "e non può sovvenire a se stesso… tu lo sosterrai… Non gli presterai il tuo denaro a interesse, non dargli il tuo cibo per ricavarne un utile…"

E' un'idea così importante, il Giubileo, che Gesù inizia il suo ministero proprio con questo. Gesù è un uomo giovane, si è incontrato con i dottori della legge, ha impressionato chiunque, la gente ne sta parlando. Gli anziani dicono che è un tipo intelligente, questo Gesù, ma che non ha fatto molto… ancora. Non ha parlato in pubblico prima. Quando lo fa, le sue prime parole sono tratte dal profeta Isaia: "Lo Spirito del Signore è sopra me", dice, "per questo Egli mi ha unto per annunciare buone notizie ai poveri". E Gesù proclama l'anno del favore del Signore, l'anno del Giubileo (Luca 4.18).

Ciò di cui stava parlando era un anno di grazia - e ci siamo ancora dentro.

Sono passati 2.000 anni. Quello stesso pensiero, la grazia, era stato incarnato - in un movimento di ogni genere di persona. Non era un club "benedicimi"… non era una santa cerchia ristretta. Questa gente religiosa aveva voglia di andare per le strade, di sporcarsi le scarpe, sventolare gli striscioni, fare seguire delle azioni alle loro convinzioni… e fare in modo che per gente come me fosse difficile rimanere distanti. Era stupendo. Quasi quasi incominciai ad amare questo tipo di gente di chiesa.

Proprio allora il mio cinismo ricevette un altro aiuto.

Era ciò che Colin Powell, un generale a cinque stelle, chiamò il più grande "W.M.D." di tutti: un piccolissimo virus chiamato AIDS. La comunità religiosa, nella sua gran parte, non afferrò la cosa. Gli unici che lo fecero seppero solo parlare di una retribuzione divina dovuta a un comportamento sbagliato. Anche contro i bambini… anche se il gruppo nel quale si diffondeva più rapidamente l'infezione dell' HIV era quello di donne sposate e fedeli.

Ah, si fanno sentire di nuovo! Pensai in me stesso che il "giudizialismo" era tornato!

Ma in verità, mi sbagliavo di nuovo. La chiesa fu lenta ma la chiesa si mostrò indaffarata per questa lebbra del nostro tempo.

L'amore si stava muovendo.

La pietà si stava muovendo.

Dio si stava muovendo.

Gente di ogni genere in movimento per lavorare con altri che non avevano mai incontrato, che non si sarebbero mai preoccupati di incontrare… gruppi di chiese conservatrici uniti a rappresentati di comunità gay, tutti a cantare dallo stesso inno sull'AIDS… mamme di calciatori , star dell'hip-hop e del country. Questo è ciò che accade quando Dio si muove: succedono robe da pazzi!

Furono visti Papi che portavano occhiali da sole!

Jesse Helms fu visto con un pericoloso capobanda del ghetto!

Roba da pazzi! Evidenza dello Spirito.

Stava soffiando. Letteralmente. Fermò il mondo sui suoi binari.

Quando le chiese iniziarono a manifestare contro il debito, i governi prestarono attenzione - e agirono. Quando le chiese iniziarono a organizzare, fare petizioni, ed anche - quell'azione fra le più peccaminose di tutte oggi, Dio ce ne guardi - costituirsi in lobbies… riguardo all'AIDS e alla salute globale, i governi ascoltarono e agirono.

Sono qui oggi, in tutta umiltà, per dire: cambiaste mente; cambiaste politica, cambiaste il mondo.

Vedete, quale che sia il vostro pensiero su Dio, chi Egli è o se Egli esiste, tanti di voi saranno d'accordo nel dire che se c'è un Dio, Egli ha un posto speciale per i poveri. Difatti, i poveri si trovano dove vive Dio.

Analizzate l'Ebraismo. Analizzate l'Islam. Analizzate a fondo, chiunque di voi.

Voglio dire che può darsi che Dio sia con noi nelle nostre case di campagna. Lo spero. Può darsi che Egli sia con noi in tutte quella roba delle controversie. Forse sì, forse no. Ma la cosa sulla quale possiamo essere d'accordo, tutte le fedi e tutte le ideologie, è che Dio è con i vulnerabili e i poveri.

Dio è nelle baraccopoli, nelle scatole di cartone che i poveri usano come casa. Dio è nel silenzio di una madre che ha infettato il suo bambino con un virus che metterà fine alle loro due vite. Dio è nei pianti che si sentono sotto le macerie della guerra. Dio si trova nei brandelli di opportunità e di vite perdute, e Dio è con noi se noi siamo con loro. "Se rimuovete il giogo di mezzo a voi, il puntare il dito e il parlare con malvagità, e se date voi stessi per il povero e soddisfate il desiderio degli afflitti, allora la vostra luce sorgerà nelle tenebre e la vostra oscurità diventerà come il mezzodì e il Signore vi guiderà del continuo e soddisferà i vostri desideri in tempi di arsura."

Non è una coincidenza che nelle Scritture la povertà sia menzionata più di 2.100 volte. Non è un caso. 2.100 menzioni rappresentano un sacco di boccate d'aria. Sapete, l'unica volta che il Signore esprime un severo giudizio riguarda il soggetto dei poveri. "Quando l'avete fatto all'ultimo di questi miei fratelli, l'avete fatto a me" (Matteo 25.40). Come dico io, buone notizie per i poveri.

Ecco alcune buone notizie per il Presidente. Dopo l'11Settembre si diceva che l'America non avrebbe avuto tempo per i poveri del mondo. L'America sarebbe stata occupata con i suoi propri problemi di sicurezza. E' vero che questi sono tempi pericolosi, ma l'America non ha chiuso le ante e serrate le porte.

Difatti, avete raddoppiato gli aiuti per l'Africa. Avete triplicato i fondi per la salute globale. Signor Presidente, il piano di emergenza per l'AIDS e il supporto del Fondo Globale - Suoi e del Suo Congresso - hanno permesso a 700.000 di avere accesso ai farmaci anti-retrovirali che salvano la vita e hanno fornito 8 milioni di zanzariere per proteggere i bambini dalla malaria.

Formidabili realizzazioni umane. Molto intelligenti. Storiche. Siate veramente orgogliosi.

Ma ecco la cattiva notizia. Dalla carità alla giustizia, la buona notizia deve ancora arrivare. C'è molto di più da fare. C'è una voragine gigantesca fra la dimensione dell'emergenza e la dimensione della risposta.

E alla fine, dopo tutto, non si tratta di beneficenza. Si tratta di giustizia.

Fatemelo ripetere: non si tratta di beneficenza. Si tratta di giustizia.

E questo è troppo brutto.

Perché siete bravi nella beneficenza. Gli Americani, come gli Irlandesi, sono bravi in questo. Ci piace dare, e diamo molto, anche coloro che non se lo potrebbero permettere.

Ma la giustizia rappresenta un livello più alto. L'Africa ritiene insensata la nostra idea di giustizia; si burla della nostra idea di uguaglianza. Deride le nostre azioni pietose, dubita della nostra preoccupazione, mette in causa il nostro impegno.

6.500 Africani ancora muoiono ogni giorno a causa di malattie prevedibili e curabili, per mancanza di medicine che noi possiamo comprare in qualsiasi farmacia. Qui non si tratta di beneficenza, ma di giustizia e uguaglianza. Perché non ci sono possibilità di guardare a cosa sta succedendo in Africa, e, se siamo onesti, concludere che in fondo in fondo, noi veramente riteniamo che gli Africani sono uguali a noi. Non accetteremmo questo in nessun'altra parte del mondo. Pensate a quello che è successo nel Sud-Est Asiatico con lo tsunami. 150.000 vite umane sacrificate a "madre natura". In Africa, 150.000 vite umane sono sacrificate ogni mese. Uno tsunami al mese. Ed è una catastrofe perfettamente evitabile.

E' noioso ricordarlo, ma giustizia e uguaglianza sono compagne. Non è vero? La giustizia vuole sempre stringere la mano all'uguaglianza. E l'uguaglianza è una vera sensazione fastidiosa.

Sapete, pensate a quei pastori Ebrei che vanno ad incontrare il Faraone, la scarpe sporche di fango, e il Faraone dice, "Uguali? E' un'idea oltraggiosa: ricchi e poveri sono uguali?" E loro dicono, "Sì, uguali, questo è ciò che viene detto in questo libro. Siamo tutti fatti all'immagine di Dio."

Forse Faraone dice, "Va bene, posso accettarlo. Posso accettare gli Ebrei, ma non i Neri."

"Non le donne. Non i gay. Non gli Irlandesi. Non posso farlo, gente."

E così si va avanti con il nostro viaggio dell' uguaglianza.

Andiamo avanti nel perseguire la giustizia.

Sentiamo l'appello della Campagna ONE, un movimento in crescita di più di 2 milioni di Americani… Sinistra e Destra insieme… uniti nel credere che dove vivi non dovrebbe più determinare se tu vivi.

Udiamo quell'appello ancora più forte oggi, mentre stiamo piangendo la perdita di Coretta Scott King - madre di un movimento per l'uguaglianza, un di quelli che cambiò il mondo ma che è appena stato messo in moto. Queste questioni sono ancora altrettanto vive di prima; soltanto cambiano forma e attraversano i mari.

Impedire che i più poveri dei poveri vendano i loro prodotti mentre noi cantiamo le virtù del libero mercato… è un problema di giustizia. Tenere i bambini come pegni dei debiti dei loro nonni… è un problema di giustizia. Non rendere accessibili i farmaci salva vita… è un problema di giustizia..

E mentre noi diciamo ciò che è la legge, Dio sta in silenzio sull'argomento.

Ecco perché io dico che c'è la legge della nazione. E poi c'è un riferimento più alto. Ci sono le leggi della nazione, e possiamo ingaggiare esperti per scriverle per il nostro beneficio… così le leggi dicono che va bene proteggere la nostra agricoltura, ma non va bene che i contadini Africani facciano lo stesso, per guadagnarsi di che vivere.

Così come sono scritte le leggi degli uomini, questo e ciò che dicono.

Di non può accettarlo.

Vorrei concludere su un terreno molto insidioso…

E' un'idea pericolosa che ho messo sul tavolo: il mio Dio contro il vostro Dio, il loro Dio contro il nostro Dio…. Contro nessun Dio. E' molto facile, di questi tempi, vedere la religione come una forza di divisione piuttosto che di unità.

E questa città - Washington - ne sa qualcosa.

Ma la ragione per la quale sono qui, e la ragione per la quale continuo a ritornare a Washington, è perché questa è una città che ha dato prova di unirsi in favore di ciò che la Scrittura chiama "l'ultimo di questi"…

Questa non è un'idea repubblicana. Non è un'idea Democratica. Non è neanche, con il dovuto rispetto, un'idea Americana. E non è nemmeno unica a nessuna fede.

"Fate agli altri ciò che vorreste che loro facciano a voi" (Luca 6.30). Lo dice Gesù.

"La rettitudine consiste in questo: che si dovrebbe… dare le ricchezze per amore per il prossimo, per gli orfani e i bisognosi, per il viandante e il mendicante e per l'emancipazione di coloro che sono in cattività." Lo dice il Corano (2.177).

Così dice il Signore: "Mena a casa tua gli infelici senza asilo, quando vedi un ignudo coprilo… allora la tua luce spunterà come l'aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente, e la gloria dell'Eterno sarà la tua retroguardia." Lo dicono le Scritture ebraiche in Isaia 58.

Ecco un potente incentivo: "L'Eterno ti guaderà le spalle." Mi sembra un tornaconto interessante, proprio adesso.

Qualche anno fa, incontrai un uomo saggio che cambiò la mia vita. In tanti modi, piccoli e grandi, stavo sempre cercando la benedizione del Signore. Stavo dicendo cose di questo genere: ho una nuova canzone, pensaci; ho una famiglia, per favore proteggili. Ho questa pazza idea…

E quell'uomo saggio mi disse: stop.

Mi disse, smettila di chiedere a Dio di benedire ciò che stai facendo.

Coinvolgiti in ciò che Dio sta facendo - perché quello è già benedetto.

Bene. Come ho già detto, Dio è con i poveri. Questo, credo, è ciò che Dio sta facendo

E questo e ciò che Egli ci chiama a fare.

Rimasi allibito la prima volta che arrivai in questo paese di venire a conoscenza di quante offerte danno le persone che vanno in chiesa. Fino al 10% del budget familiare. Bene, come si concilia questo con il budget federale, il budget dell'intera famiglia Americana? Quanto di questo viene destinato alle gente più povera del mondo? Meno dell'1%.

Signor Presidente, Congresso, gente di fede, gente d' America.

Vorrei suggerirvi oggi di considerare l'ammontare dell'effettiva assistenza ai paesi esteri come una decima… ciò significherebbe, per essere chiari, un altro 1% del budget federale elargito ai poveri…

Cosa significa "1%?"

1% non è solo una cifra su un foglio del bilancio…

1% è la ragazzina in Africa che inizia ad andare a scuola grazie a voi. 1% è l'ammalato di AIDS che acquista le sue medicine, grazie a voi. 1% è l'imprenditore Africano che può far partire una piccola impresa familiare, grazie a voi. 1% significa di non spendere soldi in abbellimenti superflui di palazzi presidenziali ed evitare gli sprechi. Questo 1% significa scavare pozzi per provvedere acqua pulita.

1% significa una nuovo partnership con l'Africa, non paternalismo verso l'Africa, nella quale un'assistenza in crescita scorre verso un miglioramento delle attività di governo e verso iniziative che possono dimostrare la loro efficienza e lontano da disparate attività di beneficenza irrilevanti.

L'America dà meno dell'1% al momento attuale. Noi stiamo chiedendo un altro 1% per cambiare il mondo, per trasformare milioni di vite - ma non solo questo, e dico questo soprattutto ai militari - per trasformare il loro modo di vederci.

L'1% significa mettere assieme la sicurezza nazionale, un'economia illuminata per i propri interessi e un mondo migliore e più sicuro. A me sembra che in questa città di discussioni e compromessi, 1% sia il migliore affare in giro…

Questi obbiettivi - acqua pulita per tutti; scuola per ogni bambino; medicine per gli ammalati, la fine di una povertà estrema e senza senso - non sono solo qualsiasi obbiettivi; sono gli obbiettivi del Millennium Development, che questo paese sostiene. E significano molto più di questo. Sono le Beatitudini per un mondo globalizzato.

E' vero che io sono molto fortunato. Non faccio parte di nessun comitato chiamato a stabilire un budget. E certamente non siedo dove siede Lei, Signor Presidente. Non devo fare le scelte difficili.

Ma vi posso dire questo: dare l'1% è giusto. E' intelligente. Ed è benedetto.

C'è un continente, l'Africa, consumato dalle fiamme.

Io credo veramente che quando i libri di storia verranno scritti, la nostra era verrà ricordata per tre cose: la guerra al terrore, la rivoluzione digitale, e ciò che avremo fatto - o non fatto - per spegnere il fuoco in Africa.

La Storia, come anche Dio, sta guardando a ciò che facciamo.

Grazie. Grazie, America, e che Dio vi benedica tutti.