chiesa
evangelica peschiera
Era gay militante, ora è padre di famiglia.
"L'omosessualità è innata! Non
ci si può fare niente!" Il pastore anglicano Mario
Bergner dice no a una tale affermazione. Per lui ogni legittimazione
dell'omosessualità non regge. Lo dice tanto a partire da uno
studio serrato dei testi scientifici quanto a partire dalla sua esperienza
personale.
"Bisogna dire agli omosessuali che non è
impossibile cambiare il modo di vivere la propria sessualità".
Mario Bergner sa di cosa parla... E' stato per 7 anni un omosessuale
attivo negli Stati Uniti. E' stato immerso nella scena gay di New
York, convinto come molti altri omosessuali che per lui c'era un solo
modo di realizzarsi: praticare ciò verso cui il suo cuore lo
spingeva.
Oggi, forte della sua esperienza, Mario testimonia: "Gesù
ha cambiato la mia sessualità. Quando ho fatto l'esperienza
della sua presenza, non pensavo che fosse possibile cambiare il proprio
orientamento sessuale. Ma poco a poco - c'è voluto tempo -
Gesù ha guarito la mia relazione con mio padre, con mia madre,
con chi mi viveva vicino... E oggi sono sposato... ed anche pastore
anglicano...".
Una storia familiare movimentata
Mario Bergner ha radici in Europa. Suo padre, di origine
tedesca, e sua madre, di origine francese, partirono per il Canada
alla fine della Seconda Guerra mondiale. Si installarono nel Quebec,
prima di traslocare negli Stati Uniti. "Nella mia famiglia
c'erano molte ferite", spiega Mario. "Mio padre era
collerico. Abusava di mia madre, delle mie sorelle ed anche di me
non soltanto con la durezza delle sue parole ma anche, a volte, sessualmente".
Poco a poco Mario si stacca da suo padre e dalla propria mascolinità.
Non desidera diventare un uomo come lui. All'età di 14 anni,
scopre la sua tendenza omosessuale e a 18 anni incomincia a praticare
la sua omosessualità. Fino a 25 anni, oramai diventato professore
di arti drammatiche, Mario milita sulla scena gay.
A 40 anni l'omosessuale si ritrova spesso da solo
"Durante quel periodo", rileva Mario
Bergner, "realizzai che molti omosessuali non erano felici
del loro modo di vivere. In quell'ambiente, tutto va bene per i giovani,
ma più il tempo passa e più l'omosessuale si scopre
solo e abbandonato."
Mario si interroga allora sul suo avvenire: "Cosa ne sarà
di me a 40 anni?" Questa domanda lo preoccupa tanto da spingerlo
a rivolgere una preghiera al Gesù della sua infanzia e di chiedergli
di mostrargli una via per uscire da questo stile di vita. Grazie a
sua sorella, Mario scopre un libro che racconta di come degli omosessuali
hanno potuto cambiare il loro modo di vedere e di vivere la loro sessualità.
"Incominciai allora a pregare per la guarigione delle mie
ferite interiori", spiega Mario. "Chiesi al Signore
di ricordarmi ogni giorno un evento a proposito del quale dovevo accordare
il perdono a qualcuno per un atto che aveva commesso contro di me."
Dopo otto mesi di questo tipo di terapia, Mario Bergner realizza che
è entrato in un autentico processo di guarigione dei ricordi.
Le sue relazioni con suo padre e con sua madre, le sue relazioni con
gli uomini e le donne cambiano.
"Vampirizzato" da sua madre
"Non sono cambiato in una notte", dice
Mario, "ma ho dovuto a un momento preciso decidere di cessare
qualsiasi relazione omosessuale." A partire da quella decisione,
Mario Bergner varca una soglia supplementare nella guarigione del
suo essere interiore. Egli prende coscienza dei numerosi eventi che
hanno alimentato la sua paura non soltanto nei confronti di suo padre,
ma anche verso sua madre. "Avevo sempre pensato, rileva,
che mia madre fosse "simpatica" e che aveva molto amore...
E' vero! ne aveva molto, ma, nel suo amore, non poneva limiti. Avevo
l'impressione di essere "vampirizzato" da lei e questo mi
faceva paura." Il processo di guarigione dei ricordi toccava
adesso la sua relazione con sua madre ma anche con tutte le donne
che Mario aveva frequentato. Poco a poco, Mario scopre che in lui
cresce l'attrazione sessuale per le donne e si attenua quella per
gli uomini.
A 33 anni, Mario confida a Gesù Cristo il suo desiderio di
sposarsi e di fondare una famiglia. Il Signore gli fa capire che non
è ancora venuto il momento. "Essere sposato e avere
dei figli, spiega, non era la prima cosa da fare. La priorità
era di entrare in una vita placata con Dio e con i miei ricordi."
Mario aspetterà ancora 3 anni prima di sposarsi. Oggi, a più
di 40 anni, è il padre felice di tre bambini.
Una missione di oggi
"Va di moda dire che l'omosessualità
è dovuta a fattori genetici o biologici... ciò è
sbagliato!" Mario Bergner ha letto attentamente gli studi
su questo tema. Per lui, sono lontani dall'essere perentori. Sono
invece molto prudenti riguardo ad un'eventuale legame diretto fra
omosessualità e genetica. Al seguito di grandi terapeuti, bisogna
continuare a dire alto e forte che è possibile cambiare il
modo di vivere la propria sessualità. Mario aggiunge: "Quando
avevo 14 anni, se qualcuno avesse messo davanti a me questa possibilità,
forse la mia vita ne sarebbe stata profondamente modificata..."


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